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Gestalt e Equiterapia

La Gestalt applicata all’equiterapia rappresenta un nuovo approccio, più in generale un atteggiamento, un modo di affrontare la vita.

L’ equiterapia come la psicoterapia non parte dalla malattia, ma dal generare salute a partire dalle potenzialità della singola persona. Ci focalizziamo sul processo vitale e di sviluppo personale.

Un rappresentante di rilievo della gestalt  è oggi lo psichiatra Claudio Naranjo, successore di Fritz Perls, che si dedica a sviluppare e ampliare la terapia Gestalt e ne è diventato un punto di riferimento a livello mondiale. Pioniere della psicologia transpersonale, è conosciuto anche per il suo metodo che integra la psicoterapia con la spiritualità.

Quali sono i punti cardine della terapia Gestalt e dell’ equiterapia? 

Qui e adesso: Considera che tutto ciò che ci accade sia l’Adesso, il momento presente, perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora.
Il qui (spaziale) e l’adesso (temporale) sono concetti fondamentali che provengono dalla filosofia orientale. Sono una garanzia di maturità e crescita, perché l’individuo si prenda cura di se stesso attraverso l’autoaiuto.

Attenzione e accettazione dell’esperienza: l’attenzione nei confronti dell’esperienza ha molto a che fare con il momento presente, e può avvenire soltanto se prendiamo coscienza di ciò che stiamo vivendo. Attenzione, per l’equiterapia , significa prendersi cura di se stessi, identificando le emozioni e i sentimenti che si producono in una determinata situazione. 
In questo modo non possiamo fuggire da ciò che proviamo.
Se proviamo paura, rabbia, allegria o rifiuto, la cosa più importante, che va fatta prima di ogni altra, è rendersene conto in modo da riuscire ad accettare e a vivere ciò che ci sta succedendo in quel preciso istante. Quando questo non accade, significa che stiamo reprimendo qualcosa. E se quell’emozione o quel sentimento rimangono intrappolati, il forte malessere potrebbe produrre una forma psicosomatica (malattia del corpo generata da un problema psicologico).

Responsabilità: Si cerca costantemente di far sì che la persona che sta affrontando questo processo di sviluppo personale si assuma la responsabilità di ciò che fa e che sente, di ciò che vive attraverso la sua esperienza. In questo modo, eviterà di colpevolizzare gli altri o di cercare cause nell’ambiente esterno.
Una volta che l’individuo è capace di assumersi la responsabilità di se stesso e di prenderne coscienza, sarà capace, a sua volta, di prendere in mano le redini della sua vita, e persino di cambiarla. Potenzierà tutti gli strumenti che ha a disposizione per affrontare le diverse situazioni.“Essere responsabile significa essere presente, essere qui. Ed essere presente, è essere cosciente. A sua volta, essere cosciente è una condizione incompatibile con l’illusione di irresponsabilità per mezzo della quale evitiamo di vivere la nostra vita.” (cit. Claudio Naranjo)

Come si comincia?

1. Vivi adesso: preoccupati di più del presente che del passato o del futuro.

2. Vivi qui: relazionati di più con ciò che è presente, e meno con ciò che è assente

3. Smetti di immaginare: sperimenta la realtà.

4. Abbandona i pensieri inutili: piuttosto, senti e osserva.

5. Cerca di esprimerti prima di manipolare, spiegare, giustificare o giudicare.

6. Concediti sia alle esperienze sgradevoli e dolorose che a quelle piacevoli: non restringere la tua sensibilità.

7. Non accettare che nessun altro faccia qualcosa al posto tuo.

8. Assumiti la piena responsabilità delle tue azioni, sentimenti e pensieri.

9. Accetta di essere come sei.

In questi precetti è racchiusa l’essenza dell’equiterapia e della Gestalt, che porta a un processo ampio e profondo di sviluppo personale.

L’importanza delle emozioni

Molte persone si presentano in terapia definendosi “confuse”. Il primo passo di una psicoterapia di stampo gestaltico consiste nell’aiutare il paziente a rendersi conto di quali emozioni senta in ogni momento.

La cultura dominante ci ha insegnato fin da quando eravamo piccoli a privilegiare il ragionamento rispetto all’ascolto emotivo; siamo così diventati esseri molto “pensanti” ma al contempo, spesso, molto problematici perché il pensiero senza l’ascolto emotivo è come una casa senza le fondamenta.

Ogni emozione, infatti, ha biologicamente un preciso significato. Prendiamo come esempio la tristezza: il suo apparire significa che mi manca qualcosa di importante, dietro la tristezza può dunque nascondersi il mio desiderio inappagato di qualcosa

Il pensiero

Partendo dal dato emotivo (nell’esempio, la mancanza di qualcosa di importante) posso ora valutare razionalmente la situazione, con il fine di pianificare come possa ottenere quello che mi manca oppure, nel caso in cui desiderassi qualcosa di irrealistico o non raggiungibile, come elaborare il dolore della perdita dell’illusione.

Questa è una fase di vera e propria contrattazione con se stessi; come diceva Pirandello, “siamo composti di tanti personaggi e ognuno ha una diversa opinione sul da farsi”. Mettere d’accordo tante opinioni non è semplice. Quando ci sentiamo “bloccati” e ci sembra di ripetere infinite volte gli stessi comportamenti, è spesso perché non riusciamo a trovare un accordo con noi stessi, e dentro di noi si aggirano forze che vogliono andare in direzioni diverse e non compatibili.

L’azione

Il fine della equiterapia è aiutare le persone a cambiare concretamente qualcosa nella loro vita.

Se, infatti, il lavoro si fermasse dentro i confini dello studio psicologico e il cambiamento non filtrasse all’interno della vita quotidiana, non sarebbe servito a granché.

Perchè con l’aiuto del cavallo come cooterapeuta amplifichiamo i risultati ottenuti?

L’ incontro con il cavallo come terapeuta sostiene la persona a trovare dentro di sé la forza di adottare comportamenti differenti, uscendo – per quanto desidera – dai confini dell’abituale, per trovare un nuovo dinamico equilibrio tra i propri desideri, bisogni e le proprie azioni.

Il cavallo essendo una preda è sempre nel momento presente e ci costringe a stare in uno spazio di presenza dove possiamo attingere alle nostre risorse.

Non è necessario saper montare perché tutto avviene da terra.

Come un maestro spirituale ci porta ad incontrare noi stessi e le nostre ferite emozionali, ha trovare dentro di noi la risorsa per accoglierle e superarle Il cambiamento può partire solo da noi stessi.

Consideriamo il nostro cliente come una persona che ha in sé un insieme di potenzialità, sufficienti a farle superare qualsiasi avversità e a esplorare la propria felicità.

Con la Gestalt e equiterapia consideriamo la persona come un individuo capace e completo, che può fare cose difficili, che può prendere strade sbagliate e imparare dai suoi stessi errori, che può affrontare il dolore senza spezzarsi.

Rispettiamo la capacità di resilienza di ogni individuo, la capacità di autogestire il malessere, rispettiamo la sua parte sana e capace di adattarsi, le sue risorse, il suo auto-sostegno e il suo potenziale umano.

Per cambiare la nostra vita è fondamentale la consapevolezza e la responsabilità.

Per approfondire: mindfulness con il cavallo

Contattami, sarò lieta di rispondere alle tue domande.

 Daya +39 349 82 28 011
www.cavalloguidaspirituale.it
www.equus.vision
info@equus.vision

1 commento su “Gestalt e Equiterapia”

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Ciao :) come posso aiutarti?