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Il bambino interiore e le sue cinque ferite

Il bambino interiore, chi è?

Il bambino interiore vive in tutti e si manifesta con modalità diverse per ognuno. Comincia a formarsi al momento del concepimento dove eredita tutto dai genitori, infatti l’embrione porta con se un’impronta fisica, cellulare ma anche energetica che conserverà nelle esperienze che farà durante il suo sviluppo come feto, con la madre e con il mondo esterno.

Quando nasciamo abbandoniamo l’utero materno che ci ha ospitati, nutriti e protetti per nove mesi; questo è il primo grande trauma (appunto il trauma della nascita) dal punto di vista del nascituro, staccarsi da tutto ciò che ama è la fine di tutto il suo mondo.

Si sente solo e si sente punito, questa sensazione penetra e rimane nel corpo, ogni cellula è impregnata di questa prima esperienza e poi succederà ancora, quando verrà staccato dal seno che lo ha nutrito, quando inizierà a dormire solo e la mamma si allontanerà, allora si sentirà nuovamente abbandonato, respinto, tradito.

Queste sono le primissime ferite che ci portiamo dietro, che determinano la nostra crescita. L’ambiente di riferimento in cui viviamo sarà inoltre determinante per sviluppare le nostre maschere.

Normalmente i genitori sono impreparati e inconsapevoli delle loro ferite, e trasferiscono le stesse dinamiche che hanno vissuto nel rapporto con i figli.

Come si manifesta il bambino interiore ?

Quando reagiamo dallo spazio del bambino interiore è presente il nostro giudice (le voci di mamma e papà, la scuola, ecc.) (interiore che a volte si manifesta in modo molto sottile e manipolativo, a volte in modo aggressivo e svalutante, per esempio una “voce” che ti dice che non sei capace, che non puoi farcela, e al contempo si sperimentano determinate sensazioni nel corpo. Ci sono segnali ben precisi come il respiro corto o la sensazione di nebbia nella testa o i muscoli contratti ecc.  

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. Infatti, tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere.

Il grado della nostra sofferenza fisica e psicologica può essere un’indicazione di quanto siano profonde le nostre ferite. Il processo di guarigione può essere molto lungo. Per guarire le nostre ferite emotive dobbiamo cercare di eliminare i filtri e di abbattere le barriere che ci separano da esse.

Essere consapevoli di queste dinamiche comincia a liberarci da quel senso di ristrettezza che è la nostra prigione.

Quali sono le cinque ferite del bambino interiore?

Si parla di cinque ferite emotive fondamentali (cit. Lise Bourbeau  )

1. la ferita del RIFIUTO e la corrispettiva maschera da FUGGITIVO

2. la ferita d’ABBANDONO e la maschera da DIPENDENTE

3. la ferita dell’UMILIAZIONE con la corrispondente maschera da MASOCHISTA

4. la ferita del TRADIMENTO e la maschera del CONTROLLO

5. la ferita dell’INGIUSTIZIA e la maschera del RIGIDO

Per conoscere queste ferite, le proprie ferite, è necessario andare in profondità, in un viaggio che può risultare doloroso ma che rappresenta l’unica via di guarigione. Secondo le teorie di Lise Barbeau possiamo guarire le nostre ferite emotive soltanto andando alla loro ricerca e facendole riemergere, senza nasconderle. Risolverle per riuscire ad essere felici fa parte del progetto della vita.

Entrando nella ferita incontreremo emozioni, paure, vitalità, ombre e luci ma tutto ciò fa parte della trasformazione.

Come si incontra il nostro bambino interiore?

Incontrare i nostro bambino interiore è il primo passo per capire e sperimentare chi siamo, incontrarlo per ascoltarlo significa portare il cambiamento nella nostra vita.

Il lavoro consiste nel diventare consapevoli della nostra ferita imparando ad ascoltare il corpo, perché quando si ha paura o si è in collera è il nostro bambino interiore che si è attivato con i suoi vissuti passati. Anche “mandare giù il boccone amaro” ha a che fare con lui, quante volte da bambini abbiamo sentito di non poterci esprimere? Oggi tutto questo si ripresenta, semplicemente perchè possiamo porci attenzione, osservandoci ed ascoltandoci.

“E’ sufficiente grattare la superficie e troverai che i fiori sono scomparsi. E che li sotto ci sono collera, rabbia e altre emozioni nascoste sotto la facciata.” Osho

Il cavallo ci aiuta ad incontrare noi stessi con amore

Come può aiutarci il cavallo ad incontrare il nostro bambino interiore?

Il cavallo, specchio dei nostri limiti e delle nostre paure, come un antico sciamano ci accompagno in questo Viaggio di consapevolezza della vita , un percorso di crescita, dove il nostro bambino è finalmente visto, ciò che è sempre sfuggito alla nostra attenzione tutto un tratto si fa chiaro.

Il cavallo ci aiuta ad uscire dall’ipnosi dei nostri pensieri così possiamo riconoscere ciò che non ci appartiene. Impariamo a sentire le nostre emozioni e ritroviamo la connessione con il nostro corpo; Prendiamo consapevolezza dei nostri confini e facciamo l’esperienza del qui e ora, esplorando i nostri bisogni e smascherando le nostre paure.

Il potere del cavallo sta nel portarci amorevolmente in contatto con la nostra ferita attraversandola e sciogliendola, liberandoci così dai condizionamenti, dalle emozioni destabilizzanti del bambino interiore.

Tutta la nostra storia personale è scritta nel corpo, così il cavallo semplicemente leggendo i nostri movimenti è in grado di “smascherarci”, di rappresentare con la sua risposta, come se stessimo di fronte ad uno specchio, chi siamo e perchè ci comportiamo in un determinato modo.

Il lavoro di crescita personale con il cavallo, ci consente di entrare in contatto profondo con noi stessi, strato dopo strato, conoscere le nostre ferite, imparare ad osservarle in modo totalmente diverso, da adulti. In questo modo scopriamo le nostre risorse e possiamo sperimentare una reale guarigione del cuore.

Quali benefici apporta la consapevolezza delle nostre ferite?

Se decideremo di intraprendere questo importante percorso, arriveremo al punto di chiedere a noi stessi di attuare dei cambiamenti nella nostra vita, recidere legami, trasformare e anche eliminare ciò che non serve più nel nostro viaggio, inteso come processo di verità che stiamo attuando nella nostra vita.

Il processo trasformativo, per quanto duro sia, ha tre passaggi importanti: riconoscere, accogliere e lasciar fluire .

Ricordo una sessione con una ragazza che era venuta a lavorare sulla “fiducia” , non sentiva di potersi fidare di sè stessa. In un piccolo esercizio il cavallo non voleva stare con lei, se ne era andato guardando altrove.
Proprio in quel momento lei sentì salire nel corpo un grande dolore al cuore per non essere stata accolta dal cavallo e allo stesso tempo sentì che non si era sentita accolta e amata da mamma che non l’aveva desiderata e non avrebbe voluto la sua nascita.
Un dolore molto profondo che manifestò con un pianto disperato e una frase molto toccante: “ma io sono nata!” .Il cavallo a quel punto si avvicinò ed appoggiò la testa sulla sua pancia, per lei fu un grande sostegno e tanto amore, qualcosa le si sciolse dentro e la ferita cominciò lentamente a cicatrizzare.

Quanto amore sanno donarci i cavalli!

“Quanto più a fondo si scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere”. Kahlil Gibran

Per approfondire: percorsi individuali e di gruppo

Contattami, sarò lieta di rispondere alle tue domande:
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1 commento su “Il bambino interiore e le sue cinque ferite”

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Ciao :) come posso aiutarti?