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Psicoterapia e cavallo

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Il cavallo ha caratteristiche che consentono di integrarlo come valido supporto in alcuni percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia.

La sua maestosità e integrità trasmettono un senso di forza e dolcezza, il suo odore e i suoi movimenti risvegliano il corpo e i sensi e ci rimandano a qualcosa di antico che riguarda noi.

Può essere che ad un certo momento del nostro percorso ci troviamo  in un temporaneo disagio dettato da problemi psicologici o affettivi che minano la qualità della vita fino a condizionarla nella sua quotidianità  e non vediamo soluzione.

Quando il malessere diventa continuo e può entrare nel patologico (esaurimenti nervosi, disturbi della sfera alimentare, psicosi, ecc..) l’intervento attraverso il cavallo può aiutare ad uscire da una condizione di apparente buio.

L’andatura del passo, simula alla perfezione il cammino dell’uomo, questo va a creare importanti stimolazioni che permettono alla persona di ottenere importanti benefici e permette alla mente bloccata di ricominciare il suo naturale processo di elaborazione. Il movimento del cavallo presenta  caratteristiche particolari che solo questo nobile e meraviglioso animale è in grado di donarci per migliorare il nostro equilibrio psicofisico.

La stimolazione bilaterale degli emisferi cerebrali

Attraverso i movimenti del cavallo possibili operare una riconnessione degli emisferi celebrali, che ha riscontri a livello neurobiologico tra il ricordo dell’evento traumatico e la rielaborazione del vissuto nel esperienza personale.

Ogni ricordo è composto di immagini, sensazioni, emozioni e pensieri,  il movimento tridimensionale del cavallo permette al cervello di rielaborare in senso positivo il pensiero relativo al ricordo, quindi modifica l’idea di sé e del proprio valore; contemporaneamente diminuiscono le sensazioni corporee spiacevoli o dolorose e si attenuano le emozioni negative, fino alla scomparsa totale dei sintomi.

Un lavoro contemporaneo su tre livelli, corporeo, emotivo e cognitivo, conduce all’integrazione delle informazioni fino a formare una nuova memoria: il fatto accaduto diventa un ricordo accessibile e gestibile, privo delle connotazioni sintomatiche e disturbanti che lo caratterizzavano. La persona ricorda ancora l’evento ma sente che tutto ciò veramente fa parte del passato e il contenuto è totalmente integrato .

Comprendere e rielaborare il trauma sul nostro cervello consente di trovare la strada della guarigione.

Spesso è il corpo ad accusare il primo impatto e il modo in cui le immagini, le sensazioni, i suoni, gli odori arrivano, possono riattivare il cervello come se fossimo davanti allo stesso pericolo, attivando meccanismi neuro chimici creando una sorta di allert.

Comprendere quale impatto abbia un trauma per il nostro sistema nervoso, può aiutarci a  trovare l’interruttore giusto sulla strada della guarigione.

L’ aiuto del cavallo e’ incredibile, non ci chiede di fare nulla, ma semplicemente di essere nel momento e col suo movimento innesca delle stimolazioni bilaterali come nell’ ippoterapia che ci permettono di rielaborare l’evento negativo che ci ha condizionato la vita. Questo lo rende un alleato particolarmente sapiente in alcuni percorsi psicologici e in tutte le nostre tematiche.

La particolare modalità comunicativa del cavallo, molto differente da quella umana e basata su una forte sensibilità e su comportamenti non verbali, aiuta inoltre a sviluppare la comunicazione e a rinforzare l’empatia, un esperienza sulla prossemica, cioè il linguaggio dell’inconscio manifestato nel corpo.

Anche in questo caso diventano importanti il rinforzo dell’autostima e saper attingere alle proprie risorse, la possibilità di guarire la sfera affettiva ed emotiva, l’aumento della sicurezza in sé, l’interazione nella relazione.

Oggi con tutte le informazioni a disposizione abbiamo il dovere di vivere meglio questo dono prezioso chiamato vita.

Anche con i bambini, il cavallo è un maestro eccezionale, è utile in molti casi come l’iperattività, la difficoltà di socializzazione, l’eccessiva aggressività nei casi di bullismo e in diverse altre situazioni.

Il lavoro a contatto col cavallo, il doversene prendere cura, la necessità di rispettarlo in quanto essere vivente più forte, implementa l’autostima e l’attenzione all’altro, la consapevolezza di sé e delle proprie azioni. Favorisce poi un aumento significativo della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità rinforzando il senso di appartenenza.

Per approfondimenti —>Metodo

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